Unità abitativa

L’unità abitativa si situa al terzo piano della casa per anziani Elena Celio di Giornico.

L’unità abitativa offre 15 posti letto di cui 4 in due camere doppie, i restanti 11 posti sono in camera singola. All’interno dell’unità troviamo spazi comuni, quali la zona della cucina che funge anche da sala da pranzo e un soggiorno nel quale ci si può rilassare dinnanzi alla televisione. Inoltre vi sono ampi corridoi dove poter deambulare in totale libertà e un’ampia terrazza esterna che permette di passeggiare attorno a tutto il perimetro dell’unità abitativa.

Filosofia presa in carico

L’unità abitativa sviluppa e promuove l’atteggiamento Carpe Diem. L’obiettivo è ridare dignità all’individuo in un contesto famigliare, promuovendo la libertà di movimento e la libertà d’azione, garantendo un ambiente sicuro e accogliente. La presa in carico nell’unità abitativa si basa sul rispetto, sull’empatia e la relazione, tenendo conto delle esigenze individuali e del contesto famigliare di ogni residente, permettendo loro di partecipare attivamente all’interno dell’unità.

Obiettivi

Il metodo scelto nella conduzione dell’unità abitativa è l’approccio Carpe Diem, il quale ha l’obiettivo di offrire una presa in carico specifica per le persone affette da malattia di Alzheimer e per i loro famigliari, creando una relazione di fiducia tra tutte le parti. L’approccio si prefigge di assistere i residenti offrendo loro un’alternativa alla presa in carico medicalizzata convenzionale mediante un ambiente famigliare che garantisca sicurezza, il tutto atto a rispettare la realtà vissuta dal residente in un clima di comprensione della stessa. Le attività dell’unità sono adattate a promuovere il mantenimento delle risorse dei residenti e migliorare le risorse residue ancora presenti, così da promuovere un incremento dell’autostima individuale, oltre che soddisfare i bisogni primari.

Criteri di inclusione nell’unità abitativa

le persone ammesse nell’unità abitativa devono avere una diagnosi della malattia di Alzheimer e possedere risorse quali:

  • Deambulare in autonomia
  • Essere capaci di interagire con gli altri e con l’ambiente (non necessariamente verbalmente)
  • Avere le capacità di poter svolgere attività della vita quotidiana con l’accompagnamento del personale

Presentare difficoltà quali:

  • perdita di memoria
  • agitazione psico-motoria
  • problemi di orientamento nei 4 domini
  • difficoltà nell’eseguire le attività di vita quotidiana autonomamente
  • difficoltà di esprimere le proprie intenzioni e il proprio agire

L’unità offre:

  • un ambiente famigliare nel quale esprimere liberamente il proprio essere e convivere con la propria malattia in maniera più serena
  • un accompagnamento nelle attività di vita quotidiana così da aumentare l’autonomia di ogni individuo e ridare loro dignità
  • un ritmo di vita adattato alle singole esigenze, mettendo in atto strategie di intervento mirate e individualizzate
  • una diminuzione progressiva dei farmaci in un’ottica di miglioramento delle risorse personali
  • rivalutazione periodo dell’opportunità di rimanere nell’unità abitativa per persone affette da Alzheimer
  • promuovere la socializzazione sia all’interno dell’unità  che all’esterno della struttura
  • un luogo nel quale i residenti, i famigliari e amici possano essere accolti e ascoltati

Criteri di esclusione dell’unità abitativa

Le persone che non possono essere integrate all’interno dell’unità abitativa o dovranno lasciare l’unità abitativa per essere accolte in un reparto comune in casa anziani, sono le seguenti:

  • persone affette da patologie psichiatriche o con problemi cognitivi che non fanno parte della malattia di tipo Alzheimer
  • persone che non corrispondono ai criteri di inclusione
  • assenza di collaborazione con i parenti (esempio contenzione, ecc.)

Procedura di ammissione nell’unità abitativa

I futuri residenti provengono dal proprio domicilio, dall’ospedale o da altre CPA. La valutazione della fattibilità di entrare nell’unità abitativa per persone affette da Alzheimer avviene tramite la persona affetta da Alzheimer, i famigliari, i medici di famiglia e i geriatri (se ve ne è uno), la direzione e la responsabile della qualità e della filosofia.

In primo luogo effettuiamo un incontro conoscitivo tra le varie parti, di solito famigliari e direzione, in un secondo tempo contattiamo i medici per avere conferma sulla diagnosi e sulla storia clinica del futuro residente.

Se le premesse sono buone e i criteri di inclusione favorevoli, procediamo ad incontrare il futuro residente, proponendo almeno due incontri della durata di 4 ore all’interno dell’unità abitativa, così da permettere a tutti di conoscersi e di favorire l’entrata definitiva in maniera serena e positiva.

Prima di procedere all’ammissione si chiede ai famigliari di arredare la camera con oggetti personali del proprio caro, così da rendere lo spazio famigliare ed aiutarlo a sentirsi sicuro. Soprattutto nella fase di ammissione, la presenza dei famigliari è importante per un graduale e piacevole inserimento all’interno dell’unità abitativa per persone affette da Alzheimer.

I famigliari sono sempre i benvenuti.

 


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